dal 1814

Oltre 200 anni di storia

Veduta di Canneto Pavese
Veduta di Canneto Pavese

Le origini

Fin dalla seconda metà del Cinquecento i Fiamberti abitavano nel villaggio allora conosciuto come Montù de Gabbi, in frazione Croce, sulle colline note già all’epoca per la produzione di uva. Nella prima metà del Settecento, un ramo dei Fiamberti si trasferì nella sede ancestrale della famiglia, la casa-cascina Caristoro.

L'acquisto della vigna Solenga (1814)

Il primo atto di compravendita ritrovato negli archivi di famiglia è il contratto di acquisto della vigna Solenga firmato da Giovanni Fiamberti nel 1814, che consente la datazione esatta dell’inizio della storia dell’azienda vitivinicola.

Da quella data ebbe inizio l’attività di produttori di vino, che portò man mano a un ampliamento dei terreni acquistati perlopiù da nobili locali, come i Rota Candiani.

Atto di acquisto della Vigna Solenga (1814)
Atto di acquisto della Vigna Solenga (1814)
Veduta dei vigneti
Veduta dei vigneti

A cavallo fra i due secoli

Verso la fine dell’Ottocento fu costruita la parte residenziale del complesso aziendale, furono ampliate le cantine e le strutture necessarie alla vinificazione.

Nel 1909, alla morte di Giuseppe Fiamberti, la famiglia possedeva già i cru Solenga, Varesella, Caccialupo, Montebruciato e Peloni tra i comuni di Stradella e di Canneto Pavese, nuovo nome di Montù de Gabbi, introdotto nel 1886.

Il primo Novecento

A inizio Novecento, Ambrogio Fiamberti e il figlio Pietro si scontrano con le difficoltà dell’epidemia di fillossera della vite, che depauperò il patrimonio viticolo della zona, e con la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Già negli anni Venti, tuttavia, il vino Fiamberti era venduto in Svizzera, mentre negli anni Trenta si ricominciò ad imbottigliare.
Dichiarazione di esportazione (1924)
Dichiarazione di esportazione (1924)
Vecchie bottiglie (Solenga 1949)
Vecchie bottiglie (Solenga 1949)

Il secondo dopoguerra

Pietro dovette affrontare anche la Seconda Guerra Mondiale e le difficoltà di una regione che vide la fine delle ostilità per ultima.

Nel secondo dopoguerra fu Giuseppe Fiamberti, figlio di Pietro, a creare il marchio aziendale e ad aumentare sia la parte fondiaria, acquistando la Costa Paradiso, il Chiozzo e la Sacca Bassa, sia la struttura commerciale.

Gli anni Sessanta

La crescita dela produzione comportò la ricerca di spazi più ampi di quelli delle cantine della cascina Caristoro, che pure erano stati ampliati. Dal 1957 al 1964, quindi, i Fiamberti presero in affitto l’antica Cantina Sociale di Canneto Pavese, edificio del primo Novecento, fino a quando fu terminata la nuova grande cantina in zona Chiozzo.

Si affermano allora le prime eccellenze aziendali, i rossi Monte Acutello e Solenga, ancora non legate alle DOC. I disciplinari delle Denominazioni arriveranno nel 1963, dopo l’istituzione del Consorzio Vini Tipici dell’Oltrepò Pavese (1960).

Bottiglia di Monte Acutello (1962)
Bottiglia di Monte Acutello (1962)
Il marchio aziendale
Il marchio aziendale

Gli anni Settanta e Ottanta

Il marchio aziendale con il leone rosso, adottato sempre negli anni Sessanta, accompagna una lunga serie di innovazioni: nel 1976 viene prodotto il primo Metodo Classico e nel 1977 la prima Bonarda rifermentata in autoclave.

Nel 1980 si definisce la linea di spumanti Charmat e Metodo Classico con nuove etichette più accattivanti.

Nel 1985 Ambrogio lancia con notevole successo la linea Prestige/Le Vigne, identificando alla francese i vini con il nome della vigna d’origine. In questi anni, l’azienda intensifica la sua partecipazione a fiere e concorsi nazionali e internazionali, ottenendo numerosi riconoscimenti, e diventa presenza costante sulle guide di settore.

Gli anni Novanta

Nel 1996 Ambrogio è tra i fondatori del Club del Buttafuoco Storico, associazione nata per valorizzare e promuovere il Buttafuoco. L’azienda partecipa con il Vigna Solenga.

Sempre negli anni Novanta viene acquistata la vigna Sacca del Prete e viene ristrutturata la cascina Caristoro, dotandola di una moderna cantina di invecchiamento e di una sala di degustazione.

Alla fine degli anni Novanta, Giulio, figlio di Ambrogio, entra in azienda, dando via via un contributo sempre maggiore.

Ambrogio Fiamberti
Ambrogio Fiamberti
Giulio e Ambrogio Fiamberti
Giulio e Ambrogio Fiamberti

La nuova generazione

Il 2007 è un anno cruciale per l’azienda:
• la ragione sociale dell’azienda diventa “Azienda agricola Giulio Fiamberti” segnando il passaggio di consegne;
• l’azienda aderisce al progetto Cruasé del Consorzio, lanciato nel 2007 in coincidenza con l’assegnazione della DOCG al Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese;
• si procede al reimpianto della Vigna Solenga, a 80 anni dal precedente.
• viene prodotta la prima annata del Buttafuoco Storico Vigna Sacca del Prete, dall’omonima vigna acquistata nel 1994.

Dal 2010 a oggi

Il marchio aziendale viene ristilizzato, semplificandolo, e vengono riorganizzate le linee dei prodotti, con il lancio della linea “La famiglia” in esclusiva per il canale HORECA.

Nel 2020 viene rinnovata la linea del Metodo Classico, con il lancio del Caristoro Extra Brut e del Caristoro Cruasé.

Giulio Fiamberti in cantina
Giulio Fiamberti in cantina
Dopo più di duecento anni di vini siamo qui per ringraziare tutti coloro che ci hanno preceduto e che hanno contribuito a creare tutto questo.
Il vino è storia e geografia liquida e non si fa senza terreno e tradizione.
Lavoreremo con entusiasmo e attenzione affinché chi beve i nostri vini sappia sempre da dove vengono.